Architetture Possibili | FRAMES

aprile 2018, bludiprussia

 

Architetture Possibili | FRAMES

23 aprile – 6 maggio 2018
Antico Lavatoio di Via Mario Lupo, Città Alta Bergamo

Vacuum Project – Gino Baldi e Serena Comi

a cura di Alberto Ceresoli
in collaborazione con la Rete Sociale di Città Alta Bergamo

 

IMMAGINARIO (letter. Imaginàrio ) agg. e s. m. (dal lat. Imaginarius, der. di imago – ginis “immagine”)

Il termine, inteso nel pensiero filosofico come funzione e contenuto dell’immaginazione, e variamente definito in rapporto al variare del concetto di “immagine” nei diversi pensatori (produzione di stati di coscienza senza valore di realtà, in Cartesio, Spinoza, Hobbes; organo di sintesi del processo delle percezioni, in Kant; organo del pensiero nel quale la realtà viene rappresentata in assenza di essa, diversamente dalla percezione che dà la realtà in presenza, nella fenomenologia contemporanea), ha avuto via via o una interpretazione negativa, come movimento di diversione e fuga dalla realtà o positiva, come funzione sintetica della percezione o come integrazione dei dati reali verso il possibile.

Matteo Pericoli, Paesaggi immaginari
AAVV, a cura di S. Marini, G. Corbelli, Recycled Theory: Dizionario illustrato, Quodlibet, 2016

 

Lo spazio urbano è l’oggetto del progetto “Architetture Possibili | FRAMES”. Pensare allo spazio urbano e alle possibilità progettuali che può accogliere è il punto di partenza per lo sviluppo di un lavoro che intende coinvolgere la cittadinanza in un processo di lettura degli spazi pieni e vuoti, da abitare e risignificare. Alla ricerca e all’individuazione di spazi che richiedono di essere immaginati e/o re-immaginati, segue un processo di formalizzazione di architetture, pensate per l’area di intervento e quindi contestualizzate. Le architetture di Gino Baldi e Serena Comi intendono agire sull’immaginario e invitano a pensare allo spazio come a un luogo possibile: espressione di identità, relazione e storia.

Lo studio rivolto alla piazza che accoglie l’Antico Lavatoio di Via Mario Lupo in Città Alta, ha portato alla definizione di un intervento urbano, fruibile al pubblico dal 23 aprile al 6 maggio 2018. Gli architetti Gino Baldi e Serena Comi di Vacuum Project realizzano dei portali che installati in punti specifici dell’area di interesse, diventano architettura, soglia che attraversata, con il corpo e/o attraverso lo sguardo, si apre alla visione degli infiniti possibili scenari che questo luogo può offrire.

 

 

Architetture Possibili | FRAMES si declina all’interno della progettualità della Rete Sociale di Città Alta, impegnata nella promozione di interventi finalizzati alla costruzione di reti di relazioni, di un’identità condivisa del territorio basata sulla riconoscibilità culturale e sociale dei luoghi, sulla vivibilità e accessibilità degli spazi, sulla salubrità dell’ambiente e sulla capacità di prendersi cura di sé e degli altri all’interno della comunità.

 

VACUUM PROJECT

Vacuum è un’idea. Progetto fondato nel 2016 dagli architetti Gino Baldi e Serena Comi. Indagare il vuoto non significa soltanto investigare lo spazio, ma rappresenta la necessità di conoscere ciò che è ignoto, ciò che non si vede, ciò che non è visibile attraverso il solo senso della vista. Significa investigare misure, ragioni e relazioni. Significa rendere evidente analogie nascoste. Significa indagare il perchè delle cose con il fine di comprenderle e reinterpretarle, dando loro una nuova identità. Vacuum è un continuo processo creativo.

https://www.vacuumproject.com/

 

ALBERTO CERESOLI

Con la direzione di Interno 13 – organizzazione non profit per la ricerca artistica contemporanea – rivolge il proprio interesse per le pratiche artistiche delle nuove generazioni. É impegnato nella curatela di Vaku Project Space: centro per la sperimentazione e produzione artistica multidisciplinare, luogo per l’esperienza estetica, sociale, culturale e espressione di un’idea di protagonismo giovanile territoriale.

https://interno13.tumblr.com/