Flavio Pacino – Sull’adattabilità 05

luglio 2018, bludiprussia

 

Flavio Pacino – Sull’adattabilità 05

a cura di Alberto Ceresoli

Inaugurazione venerdì 27 Luglio ore 18.30
28.07-15.08 (su appuntamento)

Vaku Project Space – Via San Lorenzo 12 B, 24129, Città Alta, Bergamo

 

Flavio Pacino (Firenze, 1993) consegue la laurea triennale nel 2016 come progettista in design della comunicazione e del prodotto presso l’ISIA di Firenze e a seguire, nel 2018, conclude il biennio in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si ricorda la partecipazione al progetto di mostra: “La grandezza delle mani”, Exhibition show, P420 Gallery, Bologna (2016). Nel 2017 la partecipazione alla collettiva “Esercizi di stile” presso il MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna). Nel 2017 la personale negli spazi di Porto dell’Arte (Bologna) e nel 2018 in seguito ai tre mesi di residenza, la personale presso la Galeria Municipal di Leiria (Portogallo).

Il lavoro di Flavio Pacino, come riflesso della propria formazione, si è costruito su un pensiero rivolto al tema della funzionalità di un oggetto. L’attenzione per la configurazione e la possibile riconfigurazione di un oggetto si è tradotta in una pratica di matrice concettuale in cui ciò che l’artista propone viene privato da una specifica funzione, se non quella di portare in superficie degli interrogati sull’Arte. Il progetto “Sull’adattabilità” vede l’artista impegnato nel declinare un modulo di 21 metri, composto da segmenti di legno congiunti con della resina acrilica, in un dispositivo dato. Flavio Pacino disegna e adatta l’installazione nello spazio, restituendo attraverso il lavoro fruibile in mostra un processo transmediale: da un’azione compiuta su un supporto bidimensionale alla documentazione fotografica della traccia lasciata dalla stessa, dal disegno alla formalizzazione di un’opera site-specific, che coincide con e dipende direttamente dalla struttura spaziale in cui viene realizzata.

 

Sull’adattabilità 01, Accademia di Belle Arti di Bologna (2017)

 

Sull’adattabilità 02, Porto dell’Arte – Bologna (2017)

 

Il passaggio dall’immagine piatta: quella del quadro, della fotografia, del disegno e/o dello schermo, a un lavoro installativo, vuole forse interrogare il pubblico sull’importanza del fare esperienza nel reale? Quella stessa esperienza che l’artista compie nello spazio, con un approccio performativo, traducendo l’immagine in oggetto scultoreo. Riportando le parole dell’artista: “È una sorta di cura dei pensieri, un atto quasi zen, congiungere uno dietro l’altro quei segmenti. Visualizzo nello spazio un’architettura e provo a costruire l’immagine che si è formata sulla retina. Ad ogni segmento aggiunto tradisco l’idea di partenza e quindi ogni pensiero precedentemente cristallizzato. Intendo la forma finale come il risultato di un susseguirsi di pensieri e considerazioni”.

 

Sull’adattabilità 03, Firenze (2017)

 

L’opening del 27 Luglio si inserisce all’interno del programma “Nuove pratiche di movimento: memoria, esperienze somatiche e spazi contemporanei”. Il progetto nasce dall’incontro tra Alberto Ceresoli (Bergamo, 1989): curatore d’arte indipendente e direttore artistico di Vaku Project Space, Matteo Marchesi (Bergamo, 1987): performer e artista associato della Compagnia Zebra Cultural Zoo, e la Dott. Stefania Becciu (Serrenti, 1978): Psicologa specializzata in Disorientamento Cognitivo, per la volontà comune di attivare dinamiche territoriali e comunitarie, che attraverso gli strumenti delle proprie discipline messe a disposizione delle necessità individuali e collettive, possano rivalutare qualità già presenti nel singolo e accompagnare un processo di integrazione nella complessità del tessuto sociale e dei ritmi di vita privata. La riflessione attorno al progetto si è rivolta all’esperienza del Disorientamento Cognitivo, che tocca una percentuale rilevante e crescente della popolazione, anche in età presenile e che sgretola drasticamente non solo la vita del malato, ma anche del nucleo familiare che lo circonda, passando per la concretezza degli spazi funzionali, di intimità, di incontro e di transito e di riposo, mettendo in discussione il rapporto stabile nella vita adulta tra spazio, tempo e funzione dei luoghi in cui ci si concede contatto, relazione ed espressione di se’, dei propri stati emotivi, di pensiero o di bisogno.

Il progetto di mostra definisce un punto di partenza per le famiglie coinvolte nel percorso laboratoriale, che invitate per l’inaugurazione, saranno guidate nell’esplorazione dello spazio espositivo e nel confronto con i contenuti portati dal lavoro dell’artista. Seguiranno tre appuntamenti con i familiari individuati dall’Associazione Alzheimer Bergamo di Via Monte Gleno, e la supervisione di Matteo Marchesi e Stefania Becciu, che accompagneranno i partecipanti ad attraversare esperienze di movimento, osservazione e relazione in un contesto alternativo rispetto alle convenzioni dei luoghi d’abitudine, provando a mettere in discussione la gestualità del quotidiano, restando in ascolto del proprio stato di presenza.

 

Sull’adattabilità 04, Artforms, Prato (2017)

 

Il percorso laboratoriale è reso possibile grazie al sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca.