Luogo_e la zona metamateriale | ph Andrea Ferri

marzo 2018, Andrea Ferri

 

Luogo_e la zona metamateriale | ph Andrea Ferri
2 marzo/28 aprile 2018 – Luogo_e, Via Pignolo 116 Bergamo

http://www.bludiprussia.org/luogo_e-la-zona-metamateriale/

 

 

 

Virginia Garra_Vensòn_2014
video, 1920×1080, colore, 3:40 min

Un uomo, solo, attraversa la città ogni notte tra il centro e la periferia. Svolge il suo lavoro, sostituisce i rotor fino all’alba. Nessuno si accorge della sua azione. Tra luci elettriche e superfici specchianti emergono frammenti delle pubblicità che bombarderanno gli immaginari del giorno seguente.

 

 

 


 

Gabriele Longega_Grandpa’s sweat cock_2017 + materiale di ricerca, parte di Subversive intent, 2017 – presente
passamontagna, magazine, fotografie, fotocopie, dimensioni variabili

Un bosco in periferia, un luogo di cruising gay, viene utilizzato dall’artista come residenza artistica per mesi. Vengono create in loco azioni, installazioni, disegni per esplorare la relazione tra la natura e i corpi umani che la abitano. Corpi che creano nuove mappe e nuove geografie mosse dal desiderio omosessuale si mimetizzano tra la vegetazione, aspettando di essere approcciati in un continuo stratificarsi di linguaggi e codici.

 

 

 

 

Joseph Beuys_Beuys auf dem Flug nach Amerika_1974
cartolina, stampa offset, tiratura 100 copie, 14,7×10,5 cm

Nel 1974, durante il viaggio in aereo dall’Europa agli Stati Uniti, Beuys si copre il volto con un asciugamano. Si fa fotografare, si mette in mostra nell’atto di sottrarsi alla vista. Come a carnevale, quando ci si nasconde per essere riconosciuti.

 

 


 

Wislawa Szymborska_Scoperta, dalla raccolta Ogni caso_1972
due copie di Wislawa Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), Milano, Adelphi, 2009

Wislawa Szymborska crede nella grande scoperta, crede nell’uomo che farà la scoperta, crede nello sgomento dell’uomo che la farà. Crede nei suoi appunti bruciati, ridotti in cenere, bruciati fino all’ultimo. Afferma che ciò riuscirà, che non sarà troppo tardi, e che avverrà in assenza di testimoni. Nessuno lo saprà, ne è certa, né la moglie, né la parete, e neppure l’uccello – potrebbe cantare.

 

 

 

 

Giovanni Oberti_Senza titolo_2009
chiodo in oro 18 kt,10 x 0,2 cm, ed. 3/3 + P.a.

“Una scultura in stretto contatto con il luogo architettonico, penetra la superficie per impreziosirla, scompare dentro il muro lasciando visibile solo la testa come a voler passare inosservato. Dove lo spettatore ha solo la possibilità di immaginare.” (Marinella Paderni, dal comunicato stampa della mostra Placentarium, Placentia Arte, Piacenza, 2009)

 

 

 

 

Eva Marisaldi_Senza titolo_2005
porcellana, pigmenti, dimensioni variabili

Un pugno di coriandoli gettati a terra. La traccia di un’azione effimera, la materializzazione di un gesto che difficilmente ci parla del suo autore. Ma la traduzione – dalla carta alla porcellana, da elemento ludico a opera d’arte – trasforma la riproduzione di una forma in un’affermazione. I coriandoli sembrano ancora identici a se stessi. Eppure sono meno volatili, più fragili.

 

 

 

 

Sara Ravelli_Untitled_2018
cemento, vetro, dimensioni complessive 70x70X12 cm 

Il tentativo di riprodurre la forma di un clasto di cenere osservato al microscopio elettronico. A partire da una visione bidimensionale, l’artista cerca di rendere visibile ciò che è invisibile a occhio nudo e restituisce la sua natura di corpo, di materia tridimensionale, a una forma che l’occhio umano è abituato a riconoscere sotto forma di immagine.