Plurima Mortis Imago, 03.02 – ph Clara Scola

febbraio 2018, Clara Scola

 

Plurima Mortis Imago, 03.02 – ph Clara Scola

Vaku Project Space – Via San Lorenzo 12 B, Città Alta 24129 (BG)

Artists: Mattia Cesaria, Damiano Damu, Paolo Gamba, Nicola Ghirardelli, Tecalign Gotti, Francesco Penci, Pietro Vitali

 

A cura di Alberto Ceresoli con il patrocinio del Comune di Bergamo

www.bludiprussia.org/plurima-mortis-imago/

 

 

 

Paolo Gamba – IL GIORNO 8 GENNAIO 2018 PESAVO 65 KG

L’artista Paolo Gamba con l’opera Il giorno 8 gennaio 2018 pesavo 65 kg, innesca una riflessione sulla dipendenza come condizione costitutiva dell’essere. Nella vita biologica e psichica di un individuo non ci sono fasi e momenti in cui la dipendenza è indispensabile per sopravvivere? L’artista utilizza la carta stagnola come oggetto metaforico e il proprio peso, peso effettivo dell’opera, come strumento di misurazione: il peso della dipendenza mutabile nel tempo.

 

Damiano Damu – IDENTITY

É la spinta all’immortalità a motivare il fare dell’artista? (Otto Rank – Art and Artists, Agathon Press, New York 1968). La creazione è collegata alla procreazione biologica? L’organismo produce, emette qualcosa, una sua creatura destinata a sopravvivergli? (Luigi de Marchi: Brescia, 17 luglio 1927 – Roma, 24 luglio 2010). L’artista Damiano Damu utilizza la fotografia come diario personale, come strumento di sopravvivenza; con l’opera Identity intende evocare un’Io destinato a scomparire.

 

Mattia Cesaria – DROWNED

La continua sfida dell’uomo per la sopravvivenza è l’oggetto dell’immagine in movimento, reiterata in loop e proposta in Drowned: ambiente multimediale, videoinstallazione dell’artista Mattia Cesaria che con un’estetica postmediale mette in scena la lotta di un uomo tra la vita e la morte.

 

Pietro Vitali – SNAFU

Sono forse i sentimenti più profondi dell’uomo, le più cupe paure, i desideri più sublimi, a dare origine ai concetti di Inferno e Paradiso? L’artista Pietro Vitali con l’opera Snafu coniuga i due immaginari proponendone una visione d’insieme. Attraverso il disegno, l’architettura si fa metafora di una condizione esistenziale, forse più prossima all’inferno.

 

 

Nicola Ghirardelli – DIORAMA

Attraverso il prelievo di un reperto archeologico e con la ricostruzione artificiale di un elemento naturale, l’artista Nicola Ghirardelli vuole raccontare una storia di vita e di morte, l’origine della razza e l’estinzione di un’altra. Con l’opera Diorama la manipolazione digitale di fotografie di un fossile di orso speleo porta alla definizione di un’immagine evocativa: il reperto rinvenuto all’interno di una grotta si fa metonimia di quest’ultima, delineando le forme della casa primigenia, dimora e monumento funebre, che accolse al contempo l’uomo e l’orso che vi si estinse 30.000 anni fa.

 

Tecalign Gotti – RESILIENTE

La resilienza è una competenza a sviluppare fattori protettivi in grado di contrastare e ridurre gli esiti di situazioni difficili e di eventi negativi (Luigi Anolli – L’ottimismo, Il Mulino, 2005). L’artista Tecalign Gotti con l’opera Resiliente propone una serie fotografica che mostra la fase estensiva e distensiva di una molla, metafora della capacità dell’uomo di contrastare le difficoltà.

 

Francesco Penci – Senza Titolo

La perdita di solidità e di certezze è percepita dall’artista Francesco Penci come condizione sociale appartenente al contemporaneo. Il castello costruito con mattoni di carta macerata, viene deposto su fondamenta precarie e capovolto con la base sul soffitto. Un castello sospeso, un castello in aria, un sogno da inseguire o la metafora di un progetto fallimentare, impossibile da realizzare.