PROJECT SPACE ? | SottoSuolo

gennaio 2018, Alberto Ceresoli

 

Di fronte ad un’evidente proliferazione di Spazi Progetto, diviene necessario affrontare un’indagine su larga scala con l’intento di comprendere il ruolo che questi giocano all’interno di un sistema dell’arte troppo spesso e forse paradossalmente accusato di elitarismo. Questa breve intervista proposta agli animatori di realtà attive sul territorio nazionale vuole sì trovare delle risposte ad interrogativi che sussistono nell’essere posti, ma in particolar modo rivolgendo l’attenzione agli obbiettivi, alla progettualità e alle difficoltà degli spazi in oggetto, vuole essere punto di partenza di un dibattito aperto a nuove domande.

 

La redazione incontra Alessandra Sarritzu di SottoSuolo (BO)

Che cos’è SottoSuolo?
E’ uno spazio che prevede l’organizzazione di esposizioni dedicate all’arte contemporanea, ad interventi performativi, ad incontri con artisti e a workshop.

Una breve presentazione degli animatori del progetto?
Siamo tutti studenti che si sono incontrati all’Accademia di Belle Arti di Bologna: Valentina Dal Bò studia Scenografia, Federico Tosi studia Grafica d’Arte e Alessandra Brown e io studiamo Pittura – Arti visive.

Quali le motivazioni che hanno portato alla nascita dello spazio?
SottoSuolo è stato per due anni un laboratorio artistico che abbiamo utilizzato per i nostri progetti, finché tutti e quattro abbiamo sentito la necessità di confrontarci in maniera più tangibile rispetto al nostro lavoro e a quello altrui. Perciò ci siamo posti l’obiettivo di trasformare SottoSuolo in un luogo che stimolasse un vero scambio, sebbene la sua natura di laboratorio rimanga.

Perchè aprire uno Spazio Progetto e non una Galleria d’Arte?
Tutti e quattro facciamo un percorso pratico, legato al “fare”, e questo rimane la nostra occupazione e il nostro interesse principale.
È questo il motivo per cui non ci occupiamo dell’aspetto economico: SottoSuolo è una realtà senza scopo di lucro, che si pone l’intento di essere una piattaforma di condivisione e crescita.

SottoSuolo è uno spazio indipendente?
Sì.

Obbiettivi di oggi ed eventuali differenti obbiettivi per il futuro?
Innanzitutto la realizzazione della nostra prima esposizione qui al SottoSuolo che inizia il 02/02 e termina il 04/02, in occasione di Art City 2018. In seguito, invece, ci piacerebbe poter offrire la possibilità ad artisti di intervenire con esposizioni, installazioni site-specific o con eventi performativi.

Come sopravvive SottoSuolo? Quali i costi e da dove provengono le entrate?
Viene autofinanziato da noi.

Un pensiero critico sulla crescente apertura di Spazi Progetto?
Sono una risorsa imprescindibile per artisti e non, in virtù del canale privilegiato al quale possono accedere. Il carattere più informale può stimolare un avvicinamento e una condivisione sincera di tutti i soggetti coinvolti nei confronti dell’arte contemporanea, che troppo spesso viene tacciata di incapacità di comunicare con lo spettatore. Gli Spazi Progetto, quindi, hanno del vero potenziale nel creare un vero dialogo tra chi “fa” e chi “osserva”.

SottoSuolo è una realtà con una progettualità chiara e definita o in divenire?
Abbiamo una linea chiara sulla quale vogliamo muoverci, tuttavia siamo una realtà nuova, aperta ad eventuali proposte che possano ridefinire l’identità dello spazio.

Due parole sulla mostra in corso o di prossima inaugurazione?
Nella prima mostra al SottoSuolo, che si inaugurerà il 02 febbraio alle 18, esporremo i nostri lavori. Presenterò un lavoro di ricerca personale in cui, partendo da dei vecchi filmati di famiglia, arrivo a realizzare delle immagini tradotte in cianotipia e pittura. Alessandra Brown esporrà un lavoro fotografico in cui i soggetti rappresentati sono stati “spiati” attraverso l’uso di un binocolo. Valentina Dal Bò presenterà un’installazione che riflette sulla possibilità di fissare un momento nel suo divenire. Infine, Federico Tosi esporrà i suoi ultimi lavori di incisione, caratterizzati da un segno che evoca un’atmosfera metafisica.

 

SottoSuolo – Via delle Belle Arti 19 (BO)