PROJECT SPACE? | SPAZIENNE

ottobre 2017, Alberto Ceresoli

 

Di fronte ad un’evidente proliferazione di Spazi Progetto, diviene necessario affrontare un’indagine su larga scala con l’intento di comprendere il ruolo che questi giocano all’interno di un sistema dell’arte troppo spesso e forse paradossalmente accusato di elitarismo. Questa breve intervista proposta agli animatori di realtà attive sul territorio nazionale vuole sì trovare delle risposte ad interrogativi che sussistono nell’essere posti, ma in particolar modo rivolgendo l’attenzione agli obbiettivi, alla progettualità e alle difficoltà degli spazi in oggetto, vuole essere punto di partenza di un dibattito aperto a nuove domande.

 

 

La redazione incontra Nicolò Colciago di Spazienne (MI)

Che cos’è Spazienne?
Spazienne è il contenitore in continuo movimento della pratica di cinque artisti. Indaga e propone contenuti che sviluppano nell’ambito del pensiero artistico la ricerca di possibilità altre. Attraverso il confronto teorico e pratico viene innescata una procedura di lavoro che comprende l’aspetto installativo, nonché la comunicazione grafica ed editoriale e talvolta l’aspetto autocuratoriale.

Una breve presentazione degli animatori del progetto?
Spazienne è composto da me (Nicolò Colciago), Stefano Comensoli, Federica Clerici, Alberto Bettinetti e Giulia Fumagalli. Ci siamo conosciuti in NABA, provenienti da anni ed esperienze diverse, ma con idee e obiettivi comuni. Abbiamo trasformato stima e amicizia in un progetto in cui convogliare energie generative in uno spirito di confronto e condivisione di capacità e di pensiero. Nel maggio del 2014 in occasione della mostra N1 abbiamo inaugurato il progetto all’interno di quello che successivamente è diventato il nostro studio, il Magazzino.

Quali le motivazioni che hanno portato alla nascita dello spazio?
Spazienne non è uno spazio fisico, ma uno spazio di ricerca.
È un progetto espositivo nomade con un’identità definita e contenuti dinamici.
Nasce dall’esigenza di fare ricerca in modo indipendente e dalla necessità di attivarsi.
La volontà di intraprendere un percorso individuale e contemporaneamente condiviso di idee, bellezza e coraggio.

Perchè aprire uno Spazio Progetto e non una Galleria d’Arte?
Il progetto nasce dalla nostra esigenza di fare, quindi attivarci e attivare.
Il soggetto e l’oggetto di Spazienne siamo noi.

Spazienne è uno spazio indipendente?
Spazienne è un progetto indipendente non dal mercato ma nelle idee, aperto a collaborazioni ed esplorazioni nell’ambito del pensiero artistico in una concezione allargata.

Obbiettivi di oggi ed eventuali differenti obbiettivi per il futuro?
Produrre pensiero attraverso le molteplici forme del visivo e avere obiettivi in continuo divenire.

Come sopravvive Spazienne? Quali i costi e da dove provengono le entrate?
Spazienne è il nostro investimento, ognuno di noi ha attività limitrofe e tangenti all’arte contemporanea che ci permettono di spingere il progetto. Insegnamento, progettazione grafica, allestimento e altri lavori collaterali sono da supporto al mantenimento del Magazzino, alle produzioni e alle operazioni che attuiamo. Con la volontà che tutto si riesca ad alimentare sempre più autonomamente.

Un pensiero critico sulla crescente apertura di Spazi Progetto?
Credo sia un fattore positivo se rappresenta un’attivazione seria e sincera.

Spazienne è una realtà con una progettualità chiara e definita o in divenire?
Spazienne è un progetto dinamico. E’ un’identità fluida che parte da fondamenta solide, ma si modella e si definisce assecondando i nostri sviluppi e necessità di ricerca.

Due parole sulla mostra in corso o di prossima inaugurazione?
In questo momento siamo in una fase di studio e progettazione sia individuale che collettiva. Parlare di un solo progetto in cantiere sarebbe riduttivo, di sicuro avrete nostre notizie.