PROJECT SPACE ? | Spazio Buonasera

febbraio 2018, Alberto Ceresoli

 

Di fronte ad un’evidente proliferazione di Spazi Progetto, diviene necessario affrontare un’indagine su larga scala con l’intento di comprendere il ruolo che questi giocano all’interno di un sistema dell’arte troppo spesso e forse paradossalmente accusato di elitarismo. Questa breve intervista proposta agli animatori di realtà attive sul territorio nazionale vuole sì trovare delle risposte ad interrogativi che sussistono nell’essere posti, ma in particolar modo rivolgendo l’attenzione agli obbiettivi, alla progettualità e alle difficoltà degli spazi in oggetto, vuole essere punto di partenza di un dibattito aperto a nuove domande.

 

La redazione incontra Erik Saglia di Spazio Buonasera (TO)

Che cos’è Spazio Buonasera?
Spazio Buonasera è una stanza di circa 25 mq con una vetrina, in via Carena 20 a Torino.

Una breve presentazione degli animatori del progetto?
Siamo 7 artisti che vivono e lavorano a Torino. Io, Lula Broglio, Ottavia Plazza, Edoardo Piermattei, Alice Visentin e Francesco Snote siamo stati compagni al corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Torino mentre Marco Schiavone ha frequentato l’Accademia di Cuneo.

 

 

Quali le motivazioni che hanno portato alla nascita dello spazio?
Sentivamo il bisogno di crescere in gruppo, ponendoci come collettivo capace di allontanarsi dall’idea più in voga di spazio espositivo che propone una visione artistica globale o una ricerca a livello nazionale. Volevamo lavorare solo su noi stessi e con chi aveva il nostro stesso atteggiamento e sentivamo il bisogno di sviluppare ognuno il proprio lavoro al meglio con la consapevolezza che unendosi, dialogando e sfruttando le nostre eccellenze individuali, tutto sarebbe stato più semplice. Siamo una macchina che lavora strategicamente per il singolo.

Perchè aprire uno Spazio Progetto e non una Galleria d’Arte?
Sinceramente non mi sono mai posto questo problema. Il nostro obbiettivo è stato ed è quello di proporre una nuova generazione di artisti Torinesi all’interno di una stanza con vetrina che ha preso il nome di Spazio Buonasera. Siamo tutti artisti e nessuno, per ora, ha dimostrato l’interesse o la voglia di immedesimarsi nella figura di gallerista, non ci definiamo ne spazio progetto ne galleria, siamo gli artisti dello Spazio Buonasera.

Spazio Buonasera è uno spazio indipendente?
Siamo degli artisti che organizzano una loro mostra utilizzando una stanza e talvolta pubblicano cataloghi.

Obbiettivi di oggi ed eventuali differenti obbiettivi per il futuro?
C’è solo un obbiettivo: sostenerci e sostenere i nostri amici migliorandosi sempre.

Come sopravvive Spazio Buonasera? Quali i costi e da dove provengono le entrate?
Paghiamo l’affitto della stanza a rotazione tra noi sette componenti dello spazio, le mostre sono tutte finanziate dal proprio autore, sarà veramente banale, ma l’autofinanziamento aiuta ad essere sempre concentrati e a diminuire gli errori.

Un pensiero critico sulla crescente apertura di Spazi Progetto?
Noto più una crescente consapevolezza dell’esistenza di Spazi Progetto che una crescente apertura di questi. Gli spazi che propongono arte senza essere gallerie o istituzioni sono sempre esistiti, ora con internet e i social ci sembrano di più. Detto questo trovo molto più interessante che da spazi per l’arte continuino a nascere generazioni o gruppi di artisti, che sviluppino un lavoro e una propria
capacità critica.

Spazio Buonasera è una realtà con una progettualità chiara e definita o in divenire?
Nulla è chiaro e definito ma noi siamo abbastanza quadrati.

Due parole sulla mostra in corso o di prossima inaugurazione?
Al momento non abbiamo mostre in corso, non ci piace svelare niente, amiamo stupire e farci stupire da noi stessi.