PROJECT SPACE ? | Squareworld

dicembre 2017, Alberto Ceresoli

 

Di fronte ad un’evidente proliferazione di Spazi Progetto, diviene necessario affrontare un’indagine su larga scala con l’intento di comprendere il ruolo che questi giocano all’interno di un sistema dell’arte troppo spesso e forse paradossalmente accusato di elitarismo. Questa breve intervista proposta agli animatori di realtà attive sul territorio nazionale vuole sì trovare delle risposte ad interrogativi che sussistono nell’essere posti, ma in particolar modo rivolgendo l’attenzione agli obbiettivi, alla progettualità e alle difficoltà degli spazi in oggetto, vuole essere punto di partenza di un dibattito aperto a nuove domande.

 

La redazione incontra Giulia De Martiis di Squareworld – Multimedia Network Artists (BG)

Che cos’è Squareworld?
Squareworld è un’associazione per la promozione artistica contemporanea che vede come protagonisti giovani artisti tra i 18 e 35 anni che operano nelle arti visive e performative. Obiettivo del progetto è la costruzione di un network di artisti emergenti e il sostegno della ricerca artistica del singolo e del collettivo.

Una breve presentazione degli animatori del progetto?
Gli animatori del progetto sono anche i suoi protagonisti: gli artisti. Ad oggi il network conta 20 artisti attivi sul territorio di Bergamo, Brescia, Cremona e Lecco, ma la promozione di “call” nazionali definirà una crescita esponenziale dell’organizzazione, andando a coinvolgere sempre più personalità.

Quali le motivazioni che hanno portato alla nascita dello spazio?
L’esigenza di connettere varie personalità artistiche in una rete di competenze multidisciplinari, favorendo un ambiente di collaborazione dove si sconfini il limite legato alle proprie competenze tecniche.

Perché aprire uno Spazio Progetto e non una Galleria d’Arte?
Essendo Squareworld un progetto di ricerca non vogliamo chiuderci in schemi, essere svincolati da definizioni ci consente più libertà nella programmazione.

Squareworld è uno spazio indipendente?
L’indipendenza è nelle idee e nelle attività proposte, mantenendo sempre un dialogo costante con diverse istituzioni.

Obbiettivi di oggi ed eventuali differenti obbiettivi per il futuro?
L’obiettivo principale ora è consolidare il programma che offre l’associazione ad un artista: mostre periodiche, progetti socio-culturali e collaborazioni con enti ed istituzioni.

Come sopravvive Squareworld? Quali i costi e da dove provengono le entrate?
Le entrate provengono principalmente da fondi privati, quote associative e bandi pubblici.

Un pensiero critico sulla crescente apertura di Spazi Progetto?
E’ stimolante vedere nascere sempre più spazi progetto indipendenti. Internet ha permesso potenzialmente a chiunque di aprire progetti senza importanti somme di denaro, e questo favorisce una proliferazione di nuovi spunti, poetiche, atteggiamenti e possibilità che ogni giorno segnano nuovi confini.

Squareworld è una realtà con una progettualità chiara e definita o in divenire?
Direi in divenire. Ci stiamo evolvendo senza chiuderci in schemi predefiniti, abbiamo una linea guida da seguire, e nel percorso ci facciamo contaminare da tutte le esperienze maturate.

Due parole sulla mostra in corso o di prossima inaugurazione?
Abbiamo tre mostre in programma: “Io sono Economia” curata dall’artista e docente dell’Accademia Carrara Cinzia Benigni, con il patrocinio del Comune di Bergamo e la collaborazione dell’Accademia stessa; “Folder_02” seguito di un percorso intrapreso con le giovani curatrici Martina Dierico e Clara Scola, che indaga l’archivio in tutte le sue forme, e “Plurima Mortis Imago” a cura di Alberto Ceresoli dove protagonisti sono i turbamenti dell’uomo, l’angoscia, il tema della morte e la questione dell’essere.

 

“Io sono Economia.” Incontro con l’artista Cinzia Benigni, il Prof. Giancarlo Beltrame e il Prof. Stefano Lucarelli