PROJECT SPACE? | TRIPLA

agosto 2017, Alberto Ceresoli

 

Di fronte ad un’evidente proliferazione di Spazi Progetto, diviene necessario affrontare un’indagine su larga scala con l’intento di comprendere il ruolo che questi giocano all’interno di un sistema dell’arte troppo spesso e forse paradossalmente accusato di elitarismo. Questa breve intervista proposta agli animatori di realtà attive sul territorio nazionale vuole sì trovare delle risposte ad interrogativi che sussistono nell’essere posti, ma in particolar modo rivolgendo l’attenzione agli obbiettivi, alla progettualità e alle difficoltà degli spazi in oggetto, vuole essere punto di partenza di un dibattito aperto a nuove domande.

 

La redazione incontra Paolo Bufalini di Tripla (BO)

Che cos’è Tripla?
La descrizione di Tripla non può che partire dalle sue caratteristiche volumetriche: lo spazio è costituito da tre grandi vetrine in una delle principali arterie di Bologna. Le mostre sono pertanto visibili 24/24 e, tranne qualche eccezione, esclusivamente dalla strada. Queste particolarità ci spingono a considerare Tripla più come un progetto artistico che come uno spazio espositivo tradizionale, e la sua stessa programmazione è strettamente legata allo sviluppo del nostro fare artistico e al rapporto che instauriamo con gli artisti invitati.

Una breve presentazione degli animatori del progetto?
Io, Luca Bernardello e Filippo Cecconi abbiamo dato vita a questo progetto un anno e mezzo fa in ragione della vicinanza del nostro approccio all’arte. Tutti e tre siamo infatti artisti, ognuno con una sua ricerca individuale che si sviluppa parallelamente alla gestione di Tripla e alle modalità di lavoro collettive che quest’ultima ha generato.

Quali le motivazioni che hanno portato alla nascita dello spazio?
La nostra collaborazione è nata da una generica volontà di fare qualcosa insieme, che per caso si è concretizzata nell’apertura di un artist-run-space. A sedurci è stata la possibilità di attivare uno spazio dalle caratteristiche tanto atipiche, e di esplorarne le potenzialità. Aprire uno spazio espositivo non era assolutamente nei nostri piani.

Perchè aprire uno Spazio Progetto e non una Galleria d’Arte?
Gallerie e Project Space hanno funzioni specifiche e differenti tra loro. Un project space permette di sperimentare senza limitazioni di sorta, e questo è ciò che interessa a noi.

Tripla è uno spazio indipendente?
Sì.

Obbiettivi di oggi ed eventuali differenti obbiettivi per il futuro?

Tripla è un’esperienza limitata nel tempo, noi lo vediamo come un progetto che può durare qualche anno, poi questa esperienza prenderà altre forme, motivo per cui ragioniamo a breve termine. L’obiettivo è e sarà sempre quello di proseguire un’attività improntata alla sperimentazione e al reciproco arricchimento delle parti coinvolte.

Come sopravvive Tripla? Quali i costi e da dove provengono le entrate?
Il Comune ci ha concesso lo spazio gratuitamente. Gli unici costi, cui facciamo fronte principalmente con i nostri fondi privati, sono la luce e i costi di produzione delle mostre.

Un pensiero critico sulla crescente apertura di Spazi Progetto?
Il proliferare di realtà no profit è sicuramente un fatto positivo, immettono una gran quantità di contenuti diversificati nel panorama artistico e consentono di farlo in modalità alla portata più o meno di tutti.

Spazio Tripla è una realtà con una progettualità chiara e definita o in divenire?
Direi in divenire, anche se abbiamo idee molto precise sul tipo di artisti e di mostre che ci interessano. Le modalità di lavoro si evolvono continuamente, ma è anche importante, a mio parere, portare avanti una linea abbastanza definita.

Due parole sulla mostra in corso o di prossima inaugurazione?
Attualmente abbiamo una collettiva di 22 artisti, italiani e internazionali, dal titolo La peggiore condizione. Abbiamo chiesto agli artisti di realizzare dei piccoli interventi da collocare fuori dallo spazio espositivo, nel canale delle serrande e nei vari anfratti che lo circondano. Lo spazio è quindi illuminato e vuoto, e circondato da una gran quantità di interventi che sfuggono alla prima occhiata. Le opere sono chiaramente passibili di modifiche, distruzione e furto da parte dei passanti, ed è quello che sta succedendo. La mostra durerà tutta l’estate.