Supervision / Irene Fenara

giugno 2018, bludiprussia

 

Con Supervision Irene Fenara presenta una selezione di immagini provenienti da videocamere di sorveglianza, e salvate dal flusso continuo che le cancella ogni 24 ore, sottolineando il contrasto tra un’attività fortemente funzionale e un’estetica altrettanto potente. L’estetica della sorveglianza, della supervisione e del controllo si concretizzano grazie ai dispositivi che ne inquadrano la visione amplificata. In questo immaginario, seducente e distopico al contempo, interagiscono con la macchina forme di vita vegetale o animale. Le visioni, come ossimori congelati in fotografie dai colori caldi e acidi, introducono in uno spazio, apparentemente senza esseri umani, in cui lo sviluppo della tecnologia è in relazione all’accrescimento delle proprie potenzialità tramite il web. Lo spazio espositivo di BACO diventa il luogo di un errore di percezione, tramite un’installazione ambientale, il cielo fuori dalle finestre si tinge di rosa come nel difetto di registrazione di alcune videocamere a circuito chiuso. Il rapporto tra osservatore e osservato è segnato dall’ingresso in un mondo di post-privacy attraverso l’utilizzo e la diffusione di dati protetti, estrapolati dal contesto di provenienza. La condivisione di dati protetti, estratti tramite un hack, in uno spazio in cui sono in molti a osservare pochi, rende il fruitore implicato, e quindi complice, di un processo di normalizzazione della sorveglianza.

 

Irene Fenara, photo from surveillance camera, 2018

 

Interessata a differenti medium espressivi, con un’attenzione particolare a video e fotografia, Irene Fenara (1990) crea installazioni incentrate sul concetto di tempo e memoria, lavorando con immagini che ribaltano i punti di vista e generano situazioni di disorientamento spaziale. L’orientamento nello spazio fisico, i rapporti di vicinanza e lontananza e la conseguente necessità di movimento sono il punto di partenza della sua ricerca che spesso genera prospettive verticali che portano lo sguardo della mente verso l’alto. L’utilizzo dei dispositivi ottici ed elettronici di diverso tipo, spesso in maniera impropria e profanandone la funzione basilare, diventa strumento di osservazione del mondo, alla ricerca di un piccolo significato poetico.

 

Irene Fenara, photo from surveillance camera, 2018

 

Tra le esposizioni nel 2018 ha partecipato a Retina, Gluqbar, Milano; Searching for myself through remote skins, a cura di Bianca Baroni, Renata Fabbri, Milano. Nel 2017 la mostra personale Le interne differenze, P420, Bologna; Family Matters, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna; Essere politico, a cura di Filippo Maggia e Chiara Dall’Olio, Fondazione Fotografia Modena. Nel 2016 ha partecipato a Give me yesterday a cura di Francesco Zanot, Fondazione Prada Osservatorio, Milano; La disfatta dell’immagine a cura di Carlo Sala, Cà dei Ricchi, Treviso; la mostra personale Se il cielo fugge, Adiacenze, Bologna.

 

Supervision / Irene Fenara
a cura di Mauro Zanchi e Sara Benaglia

BACO Base Arte Contemporanea Odierna
Bergamo, Via Arena, 9, Città Alta, Bergamo

Inaugurazione: sabato 9 giugno, ore 18.00
Dal 9 giugno al 1 luglio 2018

Orari di apertura: sabato e domenica 11-13 e 15-17
Ingresso gratuito